Il disco di Sabu

Il disco di Sabu

Il Disco di Sabu è uno dei reperti più enigmatici dell’Antico Egitto:
un oggetto reale, documentato, ma ancora oggi privo di una spiegazione definitiva. Ecco la sua storia completa, basata sulle fonti archeologiche e sulle interpretazioni più accreditate e alternative.

🜂 Origine e scoperta:

Anno della scoperta: 1936

Luogo: Necropoli di Saqqara, Egitto

Archeologo: Walter Bryan Emery

Tomba: Mastaba S3111, appartenente a Sabu, un alto funzionario (probabilmente figlio del faraone Anedjib) della I Dinastia (circa 3000 a.C.)

Durante gli scavi, accanto alla mummia e al corredo funerario, gli archeologi trovarono frammenti di un oggetto in scisto. Una volta ricomposto, rivelò una forma mai vista prima.

🜁 Descrizione dell’oggetto:

Materiale: metasiltite/scisto, una pietra fragile e difficile da scolpire
Diametro: circa 61 cm

Altezza: circa 10 cm

Foro centrale: 8–10 cm

Caratteristica distintiva: tre lobi/ali sottili e simmetriche che si estendono dal centro verso l’esterno

🜁 Le teorie alternative

Il Disco di Sabu è diventato un’icona per chi studia misteri archeologici perché non si adatta bene agli oggetti rituali noti.

Tra le ipotesi più diffuse:

Componente meccanico (rotore, ingranaggio)

Parte di un sistema idraulico

Strumento per la produzione di birra o oli

Tecnologia avanzata di una civiltà perduta

Oggetto di origine extraterrestre (ipotesi non supportata da prove)

Il punto critico è la lavorazione dello scisto, materiale estremamente fragile:

scolpirlo in forme così sottili sarebbe difficile persino oggi.

🜂 Dove si trova oggi?

È esposto al Museo Egizio del Cairo, con numero di inventario JE 71295

🜂 Perché è così misterioso?

Unicità assoluta:

nessun altro reperto egizio ha una forma simile.

Materiale inadatto: lo scisto non è adatto a oggetti complessi o funzionali.

Funzione ignota: non esistono testi o raffigurazioni che lo descrivano.

Precisione sorprendente: le tre “ali” sono simmetriche e sottilissime.

Contesto funerario ambiguo: era accanto a oggetti d’uso quotidiano, non solo simbolici.

E tu cosa ne pensi ?

Lascia un commento

c.ant

Leave a Reply